I tetti in paglia di Centocampi nel Gambarogno, Canton Ticino

La leggenda narra di una scommessa fatta tra il diavolo e un contadino che sosteneva di essere in grado di vangare in una sola notte, i ripidi pendii dei Monti di Caviano. A quanto pare, il contadino alla fine ne uscì vincitore. A guardarlo oggi, in effetti, il maggengo a monte del paese di Caviano si presenta come un’ordinata scalinata di terrazzi, rivestiti da prati, una vera e propria oasi tra i fitti boschi circostanti. Ecco da dove viene il nome di Centocampi.

Centocampi panorama@Autentico

La vetta del Gambarogno sopra di noi, il meraviglioso nucleo di Scaiano sotto e il Lago Maggiore sempre di fronte. Centocampi, a 695 metri s.m., si presenta come un nucleo di case che un tempo costituiva la prima tradizionale tappa della transumanza stagionale verso gli alpeggi.
È a Walter Keller, un contadino carpentiere sangallese ora in pensione, che dobbiamo gran parte del merito di ciò che ancora oggi possiamo vedere. 43 anni passati curando i terreni agricoli, strappando i campi al bosco e restaurando vecchie baite. Negli anni ‘60 del secolo scorso, il destino dei tetti di paglia, un tempo numerosissimi in questa zona, sembrava segnato poiché la tecnica di costruzione non era stata tramandata. O almeno così pareva, finché ad un certo punto venne notato un tetto in paglia costruito da Christian Spiller, che aveva appreso la tecnica proprio da un anziano di Caviano.
Water Keller preparò il legname e Christian Spiller pensò al tetto ritrovando, nei Grigioni, un tipo di segale di specie rara alta 180 cm, perfetta per i tetti in paglia.

Le case tradizionali di Centocampi
Due sono le case tradizionali visibili, una con il tetto in paglia di segale e l’altra, adibita a punto didattico-informativo, con il tetto in lamiera.

casa centocampi@Autentico

Le case con tetto in paglia di Centocampi, erano stalle per il bestiame sotto e per il fieno sopra; la loro pianta era semplice, quadrata o rettangolare. I muri perimetrali erano generalmente “a secco”, eseguiti quindi senza calce. La travatura dei tetti in paglia deve sopportare un peso leggero ma in forte pendenza; questo favorisce lo scorrimento di neve e pioggia, ma offre maggior appiglio al vento.
“La segale viene seminata a fine ottobre, falciata a mano e confezionata in covoni normalmente a fine luglio. Dopo alcune settimane è matura e si procede alla battitura per raccogliere la semenza che servirà poi per la successiva semina. A questo punto i covoni sono essiccati e pronti per la sostituzione delle parti deteriorate o il rifacimento completo della copertura.
Il tetto è a puntoni a due spioventi. Sui correnti, assicurati alla travatura principale con cavicchi di legno, i covoni di paglia sono legati con delle torte, ramoscelli di betulla, ginestra, castagno o anche sorbo. Una cura particolare è dedicata alla copertura del colmo. Dopo che il tetto è stato completamente coperto con la paglia, si posano a cavallo del colo due coppie di manipoli di paglia ben intrecciati ed assicurati ai due spioventi con archetti di nocciolo o di castagno. Caratteristico è il ciuffo di paglia alla fine del colmo che pende come conclusione del frontone.” (dai pannelli illustrativi in loco)

tetto paglia@Autentico

Tutte le strutture e i sistemi di legatura e fissaggio, compresi i chiodi, sono in castagno opportunamente tagliato in novembre in calo di luna e stagionato per mesi. I legacci che tengono i covoni alla struttura, sono invece in legno di betulla. Sapete perché? In caso di incendio questo legno brucia prima del castagno, lasciando cadere i covoni e salvando così la struttura portante.

Come raggiungere Centocampi
Ma veniamo alla escursione! Avevo intenzione di fare tutto il traverso che conduce ai Monti di Caviano (Centocampi), partendo dai Monti di Piazzogna, ma la mia mente è ancora in estate e non ha tenuto conto del buio che in questa stagione arriva decisamente troppo presto 🙁
Sono comunque felice di averne percorso un tratto, perché mi ha dato modo di ammirare la meravigliosa cascata del torrente Cedullo, poco prima di raggiungere i Monti di S. Abbondio, a circa 3 chilometri dalla partenza.

Cascata Cetullo @Autentico

Se deciderete di raggiungere Centocampi partendo dai Monti di Piazzogna (potete raggiungerli in pochi minuti dalla strada asfaltata che porta ad Indemini), considerate 7 ore di cammino a/r, sono 17 chilometri in tutto con un dislivello trascurabile.
Se invece avete meno tempo a disposizione, vi consiglio di partire dall’incantevole nucleo di Scaiano percorrendo una comoda, anche se ripida, mulattiera di circa 1 chilometro e mezzo.

sentiero Centocampi @Autentico

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