Sette laghi in sette giorni e 100 km

Mi sono sempre piaciuti i laghi, più del mare. Hanno personalità e quel pizzico di mistero che non guasta, certo, fanno fatica a darti quel senso di infinito ma ve ne sono alcuni i cui confini sono così lontani che quasi te ne dimentichi. Da quando abito in Canton Ticino colgo continuamente l’occasione di percorrere a piedi i sentieri panoramici sulle montagne che li sovrastano o anche di solcarne le acque con la canoa. E’ davvero impagabile la possibilità di cambiare lago, storie e qui anche stato percorrendo così pochi chilometri. Ognuno ha le sue caratteristiche, i suoi mostri, i suoi personaggi. Visitare un lago è come aprire uno scrigno prezioso il cui contenuto cambia ogni volta.

Non puoi restare indifferente, è un microcosmo ricco e completo fatto di eleganti dimore, animali più o meno lacustri (sull’Isola dei Cipressi del Lago di Pusiano ci sono anche dei piccoli wallaby, si hai letto bene: canguri!), spiagge da fare invidia a qualche località marittima, antiche strade romane e paesi dove il tempo sembra essersi fermato con i bambini che giocano ancora a nascondino tra i vicoli.

Se penso alla maggior parte delle decisioni che ho preso e dei momenti importanti che ho vissuto, ricordo sempre con piacere proprio il lago accanto a casa dove mi portava mio nonno. Ricordo i suoi suoni, il luccichio del sole sull’acqua appena mossa ma anche la forza del vento, il  ghiaccio d’inverno e i temporali. Il suo umore mutevole.

Calma e pace assieme ad una dolce inquietudine e “urgenza” di scoprire mi accompagnano ogni volta che mi trovo confrontata con un lago.

Potrei dilungarmi all’infinito parlando di questi specchi d’acqua così complessi ma cercherò di concentrare gli sforzi sugli aspetti più curiosi e meno conosciuti dei laghi dell’area Regio Insubrica in 7 puntate, stay tuned 🙂

 

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