1100 gradini nel blu, la scalinata di Monesteroli!

La scalinata di Monesteroli, quante volte l’avete vista sui social e vi ha fatto venire voglia di mare con i suoi gradini in pietra che sembrano precipitare nel blu intenso del mar ligure?
E’ stata costruita in pietra arenaria locale, 1100 scalini che compongono la cosiddetta Scalinata Grande sono stati posati a mano, a secco, dai viticoltori delle cinque terre che vinificavano le uve raccolte da questi vigneti eroici baciati dal sole, a strapiombo sul mare.
Immaginate cosa possa voler dire percorrere un dislivello di 415 metri poggiando i piedi su scalini irregolari e particolarmente ripidi con un paio di casse piene d’uva sulla schiena? Fatelo, apprezzerete ancora di più il delizioso vino di queste terre!
E’ possibile raggiungerla in vari modi, dall’acqua potrete avere una prospettiva diversa ma vale la pena sprecare un po’ di energie per scendere e risalirla a piedi. Si perché non avrete altro modo per tornare indietro se non quello di fare dietrofront ;-).
La scalinata termina a pochi metri dal mare il cui accesso purtroppo è reso difficoltoso da una frana.
Vi consiglio di partire da Campiglia, un poggio meraviglioso a metà strada tra Riomaggiore e Portovenere sito sull’Alta Via delle 5 Terre e l’Alta Via del Golfo. Si tratta di un punto strategico dal quale, dopo aver percorso la Scalinata di Monesteroli, potrete poi partire per un’altra meta da raggiungere a piedi, io ho poi proseguito fino a Portovenere.
Parcheggiata l’auto vicino al nucleo di Campiglia potrete fermarvi allo spaccio alimentari vicino alla chiesa per farvi preparare una focaccia ripiena per pranzo, da qui parte anche la scalinata verso la spiaggia del Persico che vi consiglio di percorrere se avrete voglia di un po’ di pace fronte mare…i 40 minuti necessari per scendere e altrettanti per salire scoraggiano infatti molti turisti.
Per raggiungere il sentiero 536 ovvero quello che vi porterà alla scalinata di Monesteroli dovrete invece imboccare il sentiero 535 verso la fontana di Nozzano.

Fontana di Nozzano

Sul sito del CAI La Spezia potrete trovare anche la cartografia.
Costruita nel 1805 dai soldati napoleonici accampati qui tra i castagni per controllare la costa contro il blocco navale inglese, fino a qualche decennio fa, ospitava le donne di Biassa e di Campiglia che vi venivano a fare il bucato.
Usciti dal bosco si iniziano a trovare i primi vigneti protetti quasi come il sonno di una principessa su di un letto a baldacchino.

Vigneto di Monesteroli

In un attimo si giunge alla scalinata, le indicazioni parlano chiaro: 1100 gradini!

Scalinata di Monesteroli

Il panorama è spettacolare e si apre fino a Portovenere e l’isola di Palmaria tra i fichi d’india da un lato.

La scalinata di Monesteroli

E Riomaggiore e le 5 terre dall’altro.

La scalinata di Monesteroli

Iniziamo a scorgere i tetti delle case di Monesteroli, la pendenza vertiginosa di questi gradini vi darà l’idea di essere letteralmente sospesi tra il blu intenso del mare e l’azzurro del cielo.

Scalinata di Montresoli

Le case di Monesteroli oggi sono diventate per lo più di villeggiatura ma c’è ancora qualcuno che ci abita e i progetti per il recupero dei terrazzamenti abbandonati sono molteplici. La vigna la fa ancora da padrona e il diametro della pianta rende l’idea della sua età.

Vigna di Monesteroli

Prima di affrontare la salita non resta che concentrarsi sull’ottimo bicchiere di vino locale che ci aspetta una volta giunti a Campiglia e leggere queste righe scritte da Giovanni Targioni Tozzetti a metà del 700 per apprezzare ancora di più l’opera incredibile sulla quale stiamo muovendo i nostri passi.
“In tale tratto di paese verificasi, che quod natura negavit, industria peperit, perché non essendo egli altro che Monti sassosi, e dirupati in modo, che neppure vi possono montare le Capre, nientemeno abbonda di Vigne, dette Vignali, al sommo fruttifere, per coltivare le quali è necessario che gli Uomini si calino dalle rupi, legati nel mezzo del corpo con una corda, siccome anche per vendemmiare le Uve dalle quali si ricava il tanto eccellente Liquore chiamato Vino Amabile delle Cinque Terre, gratissimo fino in Francia ed Inghilterra.”

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