Parco delle Gole della Breggia, uno scrigno pieno di tesori

Quanto deve essere grande il Parco delle Gole della Breggia per riuscire a contenere tutta questa storia?
Quel che basta per essere apprezzato tutto d’un fiato, con l’itinerario a piedi che vi propongo oggi.

Mulino del Ghitello
Iniziamo il nostro itinerario nel Parco delle Gole della Breggia dal Mulino del Ghitello, uno degli opifici idraulici più completi e meglio conservati della Svizzera. Restaurato e rimesso in funzione, oggi ospita un mulino per castagne e cereali ed un frantoio per noci e semi. Pensate che tra il 1680 e il 1760, si contavano ben 16 mulini nel Basso Mendrisiotto, a testimonianza della grande quantità di cereali da coltivare. Mi vengono in mente le parole che lessi del Ghiringhelli mentre scrivevo il mio articolo sul pane ticinese per Agricoltore Ticinese: “In sé il Mendrisiotto produce grano ben oltre il suo consumo e potrebbe riuscire di grande aiuto agli altri distretti in un prodotto tanto importante”.
Non fu solo la fortuna di essere in pianura ma anche quella di avere un fiume come la Breggia, che scendeva proprio di lì!
La presenza di opifici e mulini lungo la Breggia è documentata infatti sin dal 1265.
Se non lo avete ancora visto, qui è stato realizzato anche un percorso che facilita il riconoscimento delle varie rocce presenti nel Parco delle Gole della Breggia. Sono davvero orgogliosa di poter dire che le parole che leggerete, sono le mie 🙂

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Ma bando alle ciance, incamminiamoci!
Il sentiero segue il vecchio alveo del fiume e sale verso la strada per poi ridiscendere in direzione del laghetto del Ghitello. Qui c’è una delle aree attrezzate per il picnic ma abbiamo camminato ancora troppo poco per permettercelo. Proseguiamo il nostro cammino in direzione del Punt dala Bira, da qui la vista sulla Breggia e il vecchio pastificio è davvero piacevole.
Non abbiate fretta di vedere il cementificio, qui, appena sopra il tunnel, c’è un dettaglio davvero interessante.

Parco delle Gole della Breggia @Autentico

 

Notate la forma? Si tratta di scaglia bianca, testimone della formazione delle Alpi.

Saceba, il cementificio
Eccolo lì, il cementificio! Per una ecologista come me, è un pugno sullo stomaco, c’è poco da fare. Scrivendo i testi del nuovo sito del Parco delle Gole della Breggia però, ho avuto l’occasione di approfondire anche la storia economica di quest’area e del Cantone in generale. Questo mi ha dato l’occasione di riflettere e capire come mai, durante il processo di rinaturazione dell’area, la scelta sia caduta sull’idea di lasciare una testimonianza anziché cancellarla del tutto.

Parco delle Gole della Breggia @Autentico
Sapevate che dal 1964 al 1973, il cementificio ha prodotto 1.500.000 tonnellate di cemento?! Pensate che nel 1967, ogni abitante del Ticino consumava in media una volta e mezza il cemento del resto della Svizzera, due volte quello di Francia, Italia e Germania e tre volte quello degli USA.
Oggi, armati di caschetto e lampada, è possibile percorrere un pezzo di storia affrontando un percorso che non è tanto quello del cemento, bensì quello dell’uomo e del legame che continua ad avere, inevitabilmente, con la natura. Potete approfondire qui.

Il fiume Breggia
Da qui in avanti il protagonista è lui: il fiume Breggia!

Parco delle Gole della Breggia @Autentico

Seguite le indicazioni per il Mulino di Canaa ed il Punt dal Farügin ma prima godetevi la vista delle gole da qui prendendo il sentierino sulla destra che segue il corso del fiume. È un punto molto speciale questo, dove gli strati di maiolica si incontrano con quelli del rosso ad aptici!

Parco delle Gole della BreggiaFoto: Parco delle Gole della Breggia

Qui si inizia a salire, ma non vi preoccupate, l’intera escursione che vi propongo ha un dislivello totale di circa 500 metri ben distribuiti. Decisamente adatta ai bambini, non lo è invece per le mountain bike, anche per via delle numerose scale presenti.

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Eccoci al Punt dal Farügin, questo è il punto di osservazione più alto sulle gole del Parco delle Gole della Breggia!
Oltrepassato il ponte, troviamo un’area attrezzata per il picnic dove possiamo ristorarci…è il Prato delle streghe.

Mulino di Canaa
Eccoci al mio luogo preferito, i resti del mulino di Canaa!
Qui il fiume si fa sentire, scivola e scava gli strati di roccia più antica presenti al Parco, il calcare di Moltrasio!
Ve lo ricordate il mio gioco “Quanto conosci il Mendrisiotto?”. Vi ho portati anche qui, ad osservare l’ingegno dell’uomo che ha sfruttato lo scivolo naturale offerto dal calcare… per portare acqua al mulino!

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Da qui il sentiero sale verso Morbio per poi scendere verso i resti del “Castrum Sancti Petri” e la Chiesa Rossa.

“Castrum Sancti Petri” e la Chiesa Rossa
La rocca medievale, la cui esistenza è documentata a partire dal 1171, diede il nome a Castel San Pietro ed è legata ai vescovi di Como che la utilizzavano come residenza temporanea.
Poco sotto si trova invece la Chiesa di S.Pietro, in seguito denominata la Chiesa Rossa. Costruita dal vescovo di Como Bonifacio da Modena nel 1343, conserva uno dei più ricchi cicli di affreschi gotici del Ticino ed è monumento nazionale. É stata dipinta di rosso forse per ricordare una vicenda di sangue legata ad una storia d’amore impossibile…l’ho raccontata a puntate nel mio gioco “Quanto conosci il Mendrisiotto” che trovate nella pagina Facebook di Autentico e a breve anche nel sito! Ma ve la racconterò anche nel blog, vale davvero la pena di conoscerla.

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Accomodatevi sulla panchina nel prato, da qui avrete due possibilità per scendere, vi lascio il link alla cartina del Parco così da poter scegliere in autonomia. Potrete riportarvi verso l’area Saceba oppure al Punt dala Bira e poi al Mulino del Ghitello.

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