La Scampanata di Anghiari in Toscana, la festa tradizionale più pazza alla quale abbia mai partecipato!

Avete presente quella sensazione (tanto rara quanto disarmante direi) che abbiamo quando incontriamo qualcuno che è così maledettamente perfetto per noi? Non perfetto in generale, ma giusto per come siamo fatti?
Ecco, a me capita anche con i luoghi e non posso farci proprio niente! E’ il motivo per il quale sento di avere più case e forse neanche una 😉
Ho abitato tre anni in Valtiberina Toscana, una zona poco conosciuta, piuttosto aspra (pensate solo che la Riserva Naturale sopra il borgo dove abitavo è dedicata ai Monti Rognosi) ed è stato amore a prima vista. Vi racconterò tantissime cose su questa parte di Toscana, che secondo me è quella più autentica, ma oggi voglio concentrarmi su quella che è la tradizione che più mi ha colpita e mi ha fatto capire che mi trovavo nel posto giusto!
Era maggio 2010, a circa un mese dal mio trasferimento ad Anghiari su per giù, esco dall’ufficio e vedo sulla piazza principale un carretto con appesa una aringa affumicata. Era un oggetto troppo curioso per non destare immediatamente il mio interesse quindi interrogo subito degli amici locali per avere più informazioni…superfluo dire che passammo tutta la sera tra racconti, leggende e risa.
Il carretto è il protagonista della scampanata anghiarese, la festa tradizionale più pazza alla quale abbia mai partecipato!
La festa ricorre ogni cinque anni e si celebra nel mese di maggio in occasione della primavera.
La Scampanata ha origine in una leggenda popolare, in cui una matrona romana di nome Angiria sarebbe arrivata a Campalone tra il II e I secolo a.C., colpevole di aver assassinato il marito. Qui la donna costruisce e gestisce una stazione termale: si racconta che per punire i suoi dipendenti più pigri li obbligasse, nel mese di maggio, a cavalcare nudi un asino intorno alle terme, per essere derisi dagli abitanti. Questa tradizione è abbastanza comune in Europa, secondo il rituale del charivari, ossia l’umiliazione di un appartenente alla comunità che ha infranto le regole, il trasporto e la derisione del responsabile.
Il Codice Taglieschi (1626) è il primo a citare storicamente questa tradizione, in un manoscritto che racconta un episodio risalente al maggio 1621: un abitante dormiglione di Anghiari, Basilio Morgalanti, viene messo su un somaro e trasportato per il paese tra gli schiamazzi della folla e il frastuono di strumenti improvvisati. Una descrizione simile è presente anche in un questionario del 1809 del governo francese, che riferisce di scampante per chi dormiva troppo.
L’usanza si è ripetuta per secoli fino alla sua interruzione con la seconda guerra mondiale. La tradizione è stata riproposta in via permanente dal 1980, riprendendo le usanze del passato. Nel mese di maggio, ogni giovedì e domenica gli iscritti alla Società della Scampanata (è necessario essere residenti ad Anghiari per potersi iscrivere) devono presentarsi alle 6 del mattino nella piazza principale di Anghiari e apporre una firma sul registro. Chiunque non rispetti la regola viene prelevato dalla propria abitazione e condotto per le vie del borgo su un carretto addobbato con un pesce appeso, accompagnato da musica e lancio di alimenti (generalmente uova e farina).
Ricordo d’aver pensato che fosse curiosa come tradizione ma tutto sommato non così lontana da una festa di laurea padovana dove il povero/a neolaureato/a viene sottoposto ad ogni tipo di scherzo e “punizione” corporale oltre che deriso grazie alla lettura del papiro amorevolmente redatto dagli amici.
Quello che ignoravo però, erano le disavventure del malcapitato preso di mira per la Scampanata!

Si perchè fondamentalmente prima di ogni edizione viene deciso a tavolino chi sacrificare ed è una battaglia senza esclusione di colpi. Per perseguire l’obiettivo, che è quello di non far arrivare la persona in piazza a firmare entro le 6, sono disposti davvero a tutto.
Gli scherzi che più mi hanno lasciata senza parole sono nell’ordine:
– portone d’ingresso murato durante la notte per impedire al poveretto di uscire di casa all’alba costringendolo a calarsi dalle finestre del secondo piano.
– rapimento da parte di uomini incappucciati con irruzione in camera (con tanto di moglie ignara).
– pedinamento del malcapitato, solito a ritirarsi nei boschi la notte prima della scampanata e taglio dei pneumatici per impedirne l’avvicinamento alla piazza la mattina.
– ubriacatura serale del malcapitato con conseguente giro in auto e abbandono dello stesso in zone boschive decisamente poco adiacenti al borgo.
Potranno sembrarvi piuttosto estremi ma vi assicuro che se cercherete di andare un po’ in profondità non potrete che soccombere di fronte al fascino di questo luogo e dei suoi abitanti ma soprattutto di questo insolito evento che si ripeterà di nuovo a maggio 2020!

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