La Gazzosa: lo “champagne da la baleta”

D’estate c’è una cosa alla quale non riesco proprio a resistere quando mi siedo all’ombra di una albero su di un tavolo di pietra al grotto…la Gazzosa!
Non so esattamente se ad attrarmi sia più la bottiglietta (sono decisamente sensibile al packaging vintage) o il suo contenuto o piuttosto cercare di indovinare la marca scelta e di conseguenza i gusti che mi verranno proposti. Si perché la Gazzosa non è solo al limone e al mandarino ma può essere anche al moscato, mirtillo, lampone, castagna, sambuco, arancia amara e chi più ne ha più ne metta. A malincuore mi sono dovuta separare dalla mia collezione di bottigliette perché era diventata decisamente troppo ingombrante .
Per quanto riguarda la Gazzosa ticinese, tutto ebbe inizio con una bottiglia di vetro verde, panciuta, chiusa con tappo di sughero fissato con filo di ferro come accadeva per lo champagne. Poi fu la volta della bottiglia di vetro bianco che conteneva una biglia di vetro, che offrì lo spunto per una diversa denominazione della gazzosa ovvero “champagne da la baleta”.
La pressione del gas spingeva la sfera in cima al collo della bottiglia e la chiusura era assicurata. La bottiglia con la biglia ha oltre cent’anni. Il suo inventore, l’inglese Hiram Codd, utilizzò il primo esemplare nel 1872 per chiudere ermeticamente le bibite usando la pressione per la gasatura. Per aprirla bastava fare pressione col dito facendo uscire un po’ di gas e la pallina scendeva, cosicché il liquido poteva uscire e dissetare. Questo sistema, per quanto ingegnoso, fu proibito nel 1940 per ragioni di igiene e da qual momento si utilizzò la bottiglia da 35 cl con il tappo a macchinetta. Qualcuno tentò poi di utilizzare il tappo a corona ma non ebbe un gran successo, il tappo a macchinetta rappresenta un carattere distintivo della gazzosa e come tale, va preservato.
La gazzosa ha una tradizione secolare in Ticino. La prima fabbrica sorse a Mendrisio nel 1883 mentre nel 1898 ne sorse un’altra a Mesocco che si trasferì a Grono nel 1921.
La prima gazzosa della storia però e’ stata prodotta industrialmente già nella prima metà dell’Ottocento. A provarlo, il ritrovamento ventisei chilometri al largo di Kirinda (Sri Lanka, Oceano Indiano) del relitto di un vascello, che ha restituito un carico di bottigliette ancora sigillate contenenti una bibita gassata al limone. La ditta produttrice, Clarke Romer & Co. di Ceylon, le aveva imbottigliate nel 1840.
Vi è venuta voglia di fare qualche esperimento e autoprodurla?
Ecco cosa vi servirà:
3 litri d’ acqua
5 limoni
500 grammi di zucchero
A piacere potrete aggiungere aggiungere una manciata di erbe aromatiche come menta, timo, serpillo, achillea, alchemilla o altre.
Fate bollire il tutto, quindi lasciate raffreddare. Imbottigliate il liquido, senza riempire la bottiglia fino all’orlo, le bottiglie che userete dovranno avere un tappo resistente. Lasciate riposare al caldo per 2 giorni capovolgendo ogni tanto le bottiglie per rimescolare il fondo e favorire il processo di fermentazione. Riportatele al fresco per un paio di giorni e il gioco è fatto!

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