Un vino unico, frutto di un antichissimo metodo di appassimento dell’uva: i picai

Avete mai visto i picai? Beh con picai (“appesi”, nel dialetto locale) si intende un’antichissima forma di appassimento delle uve che consiste nell’appendere grappoli di garganega (l’uva bianca autoctona di quest’area del Veneto) intrecciandoli ad una cordicella di canapa (la gavetta) fissata alle travi del soffitto di un granaio. In questo modo si ottengono tutta una serie di risultati ovvero: la protezione dell’uva dai topi e dall’umidità oltre ad un buon arieggiamento che ne consente l’appassimento.
Questa tecnica, usata soprattutto nell’area compresa tra Verona e Vicenza, veniva generalmente portata a termine dalle donne e si tramandava di generazione in generazione. Oggi rischia di scomparire a pro di tecniche di appassimento in cassetta che risultano essere meno costose. Tutto il processo viene eseguito a mano, solo i grappoli perfetti possono ambire a diventare vin santo dato che se così non fosse, non potrebbero sopportare i 6 mesi di appassimento che li attende. Si, avete capito bene, una volta vendemmiata l’uva garganega scelta va appesa fino a febbraio prima di essere portata al torchio per dare luogo al mosto che dovrà riposare almeno un paio d’anni in barrique.

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Il Vin Santo di Gambellara è il vino delle feste e potrebbe essere una buona idea andarlo a scovare gironzolando per le cantine della zona…potreste essere così fortunati da imbattervi nei picai!
Esistono numerosi itinerari che vi possono far capire l’eccezionale valore ambientale di queste aree semisconosciute e dei loro sopraffini sapori.

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Ve ne consiglio uno che potrete fare in qualsiasi stagione sia a piedi che in bicicletta.
Partite dalla chiesa di Monteforte d’Alpone, che vanta uno dei campanili più alti del Veneto oltre ad essere un meraviglioso esempio dello stile neoclassico.

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Dietro alla chiesa troverete le indicazioni con l’inizio del percorso dei capitelli che porta a compiere un anello di circa 8 chilometri concedendovi la possibilità di una piacevole e consigliata digressione verso il castello e il paese di Soave.

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I panorami che vi si apriranno di fronte sono davvero eccezionali, la tentazione di immergervi tra i filari di garganega sarà impossibile da trattenere. Con il dovuto rispetto potrete farlo ed apprezzare la moltitudine di sfumature di “giallo Garganega”. Se nel frattempo vi sarà venuta fame, fate una sosta all’Enoteca di Monteforte d’Alpone.

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