Al lago Saoseo in Val da Camp, un’escursione al cento per cento Valposchiavo

Mi trovavo in Valposchiavo per un weekend in questa splendida valle; il giorno dopo aver preso il Trenino Rosso per poi scendere in MTB da Ospizio Bernina a Le Prese dove alloggiavo, ho pensato di dedicare la giornata ai laghi della Val da Camp tra cui il meraviglioso lago Saoseo e naturalmente ai prodotti 100% Valposchiavo. Come sempre accade, almeno a me, ricorderò più questa seconda giornata alla scoperta di piccole perle rispetto al forse fin troppo celebre Trenino Rosso, del quale vi parlerò la prossima volta.
La Val da Camp è una zona inclusa nell’inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d’importanza nazionale e rappresenta un classico della Valposchiavo con i suoi pascoli, prati, laghi e boschi. A seconda del vostro allenamento e del vostro mezzo (si può percorrere anche in MTB), potrete dosare tempi e dislivelli adattando l’escursione alle vostre esigenze. Questa rara possibilità, è concessa da una strada forestale aperta solo ai residenti e ai mezzi dell’ AutoPostale che vi consentirà di raggiungere la località Alp Camp accorciando di molto l’escursione della quale vi parlo oggi. Qui trovate i dettagli per l’opzione meno faticosa.
Ma veniamo a noi!
Percorrendo la strada che da Poschiavo sale verso Ospizio Bernina, raggiungete Sfazù da dove parte il sentiero verso la Val da Camp e il lago Saoseo.
La partenza è a 1650 metri, se compirete l’intero anello fino al lago Viola passando per Saoseo, percorrerete 15 km con un dislivello totale di circa 700 metri. Io ho voluto vedere Saoseo subito ed ho elaborato un percorso lievemente diverso, eccovi una traccia ben fatta che potrete adattare anche voi a vostro piacimento.
Il sentiero è davvero piacevole, in leggera salita, un po’ nel bosco ed un po’ fuori ma soprattutto quasi sempre in compagnia dell’acqua. Ah sì, il Piz Palü all’orizzonte, è un altro regalo di questa bella escursione.

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Qui ci si addentra nel bosco mai così fitto da ostacolare la luce ed eccoli lì, mirtilli e fragoline in ogni dove. A proposito, sapevate che uno dei prodotti 100% Valposchiavo sono proprio i miei amati piccoli frutti? Succhi, confetture e tanto altro presso l’azienda Piccoli Frutti di Campascio, frazione di Brusio. Quel giorno io ho attinto direttamente dal bosco 🙂

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In un attimo eccoci in dirittura d’arrivo al lago Saoseo, conosciuto come uno dei più bei laghi svizzeri e dell’intero arco alpino. Amo molto i laghi e sì, devo dire che sono rimasta impressionata, in particolare dai colori di Saoseo. Difficile capire dove termini l’erba e dove inizi il lago, l’acqua senza il riverbero del sole, era di un verde incredibile!

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In breve giungerete al Lago Scispadus e poi al Lago Viola. Da qui potrete tornare indietro sui vostri passi o approfittare dell’anello che vi condurrà, tornando in direzione di Sfazù, al Rifugio Saoseo. Piacevole la sosta per il pranzo, peccato solo non aver pasteggiato con le ottime birre artigianali Valposchiavo non perché non in carta, ma perché esaurite.

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Una delle cosa che ho adorato di questa Valle è la coerenza e la comunione di intenti, anche il rifugio o l’alpe più sperduta propongono ed utilizzano gli ottimi prodotti locali…sembra una ovvietà ma non è affatto così! Sicuramente frutto del famoso progetto 100% Valposchiavo, che dimostra di essere stato portato avanti con successo e che seguo da tempo con grande interesse.
Dal rifugio Saoseo prenderemo il sentiero dalla parte opposta del torrente rispetto all’andata, in direzione di Terzana e Suracqua dove asseconderemo volentieri l’invito a rinfrescarci.
Proprio accanto ad una nevera, troviamo tisane e sciroppi al sambuco, melissa e timo. Cosa vi dicevo, è stato recepito proprio bene il messaggio dalla Valle e dai suoi abitanti, bravi!

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Ormai siamo alla conclusione del nostro bel giro, un’ultima occhiata al Piz Palü e torniamo a Poschiavo.
A proposito, non fatevi mancare un giro in città ed un gelato al Bio Bistrò fatto con latte di pascolo ed erbe della Valle. Il gelato è il mio dolce preferito, ma non avrei mai pensato che un fiordilatte con le erbe potesse diventare il mio gusto preferito.
Una volta in città, la mia attenzione non poteva non cadere sugli orti dei pizzoccheri e sui musei locali che, con i percorsi “Dal Campo alla Tavola”, mi hanno ricordato molto percorsi ed esperienze che avevo ideato anni fa in Toscana per promuovere la civiltà della castagna. Ma questa è un’altra storia.

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