Il contrabbando: testimonianze, musei e percorsi tra Canton Ticino e Lombardia

Alzi la mano chi non si è mai divertito a saltare di fronte ad un ceppo di confine da uno stato all’altro!
A me piacciono da morire le terre di confine, terre di contrasti, di contraddizioni ma anche di scambi, di confronti, di crescita.
Uno dei fenomeni più interessanti di queste aree è sicuramente il contrabbando!
Il contrabbando ha una storia antica quanto la legge sui dazi doganali. Il contrabannum era il reato commesso da chi importava o esportava merci, eludendo le disposizioni legali sul pagamento dei tributi. Il termine veneziano contrabannum si diffuse e, a poco a poco, sostituí il toscano frodo, sopravvissuto fino ad oggi nella voce dialettale sfrusadur.
Il contrabbando, fino agli anni Quaranta del secolo scorso, era un espediente per sbarcare il lunario, frequente nelle aree di confine tra il Ticino, il Piemonte e la Lombardia. Nonostante fosse un’attività illecita, era circondato da un alone di romanticismo, che tendeva ad esaltare le doti di coraggio, forza fisica ed astuzia dei contrabbandieri.
In certe valli del Canton Ticino i bambini giocavano anche a guardie e sfrusitt oltre che a guardie e ladri.
S’era ancora in tempo di contrabbando di “fatica” con gli “spalloni”, che entravano in Svizzera attraverso impervi sentieri di montagna, trasportando bricolle sovraccariche di farina e riso per poi tornare in Italia con caffè e sigarette.
Verso la fine del 19° secolo, i contrabbandieri escogitarono un mezzo più sicuro per trasportare illegalmente merce attraverso il confine…i cani spalloni.
Gli animali, allevati e addestrati in Italia, venivano condotti in Svizzera e tenuti senza mangiare per qualche giorno. Al momento opportuno venivano equipaggiati con una bricolla particolare e lasciati liberi. La fame li faceva partire di corsa verso le cucce oltre la linea di confine con il loro carico.
Inutile dire che da un certo punto in poi ebbero vita davvero difficile incappando in tagliole e trappole oltre che reti di confine sempre più alte dotate di campanelli che suonavano alla minima scossa.
Fu con la seconda guerra mondiale però che le attività di contrabbando crebbero a dismisura.
Bruno Soldini disse che: “La differenza principale con il contrabbando precedente era che una gran massa di merce entrava in Svizzera invece di uscire”.
Dalle testimonianze degli abitanti della Val Cavargna si percepisce la situazione di estrema difficoltà di quel momento storico.
Partivano dai paesi della valle arrivando all’alba nei monti sopra Bellinzona di notte in modo da non essere visti dalla guardie. La gente gli correva incontro chiamandoli in casa per poter avere da mangiare, farina, riso, burro…gli spalloni si guadagnavano così da vivere.
Era un periodo difficile per tutti e tra contrabbandieri e guardie di confine vi era una specie di rispetto reciproco, fondato sulla convinzione che il primo dovere dell’uomo era quello di sfamare la sua famiglia. Generalmente, i contrabbandieri non erano armati, erano lavoratori, che faticando, guadagnavano un tozzo di pane per i propri figli e per sé stessi. Tuttavia, con il passare del tempo e l’intensificarsi del fenomeno, le guardie, che eran pur sempre militari, iniziarono a non poter più far finta di nulla. Col trascorrere del tempo, la contrapposizione tra guardie e contrabbandieri divenne sempre piú dura e brutale e tra il 1943 e il 1944 vi furono i primi morti. Le sparatorie continuarono a fare vittime…
Il contrabbando, compiuto da uomini mossi dalla necessità, se non dalla fame, era diventato un’attività troppo pericolosa. Appena le condizioni socioeconomiche migliorarono molti sfrusadur decisero di cambiare lavoro e il vecchio contrabbando di fatica restò solo nel ricordo delle notti d’ansia e di paura, trascorse nel timore di sentir echeggiare gli spari o di udire il fatidico grido: molla! Molla!
Scommetto che vi è venuta voglia di capirci qualcosa di più e di sentirvi anche voi spalloni per un giorno visitando alcuni dei luoghi di passaggio.
Bene, ho tre mete che fanno al caso vostro e vi permetteranno non solo di fare un piccolo tuffo nella storia grazie alla visita ai musei ma anche di far due passi in tre contesti davvero notevoli.
Il primo è il Museo Etnografico di Cavargna, dove troverete non solo testimonianze legate al contrabbando ma anche ad altri aspetti della civiltà dell’epoca.

Val Cavargna - contrabbando Canton Ticino Lombardia
Abbinate la visita al museo all’escursione che porta all’oratorio di San Lucio (vi ho parlato di San Lucio anche qui, partendo però dalla Val Colla in Svizzera) e al fantastico pianoro sul quale è adagiato.

Val Cavargna - contrabbando Canton Ticino Lombardia

Il sentiero che vi condurrà lassù è esposto a sud ed è davvero agevole e ben marcato. E’ un tragitto assolutamente fattibile e piacevole da fare anche in mountain bike.

Val Cavargna - contrabbando Canton Ticino Lombardia San Lucio

Di fronte all’oratorio vi sono due rifugi, su uno sventola la bandiera svizzera, sull’altro quella italiana…qui vi potrete divertire come me a saltare da uno stato all’altro 😉

Val Cavargna - contrabbando Canton Ticino Lombardia San Lucio
Il secondo è il Museo delle dogane Svizzero, ospitato nella vecchia caserma. Ci troviamo alle Cantine di Gandria, dall’altra parte del lago di fronte al Monte Brè e all’abitato di Gandria. Ponete l’attenzione sulle idee geniali che sono state messe in atto per contrabbandare merce. La cosa forse più intrigante è conservata sull’adiacente terrazza ovvero il “sottomarino” che fu usato per trasportare attraverso il confine grandi quantità di salame, riso, sigarette e pellicce. Un sistema di galleggianti, sui quali era posata una piattaforma, permetteva al timoniere di navigare a pelo d’acqua, manovrando un silenziosissimo motore azionato da accumulatori.

contrabbando museo-delle-dogane-svizzerePhoto credit: Insyderr blog

Qui ci si arriva in due modi: via lago o a piedi. Ma perché privarsi di una delle due quando potreste abbinarle? Il mio consiglio è quello di raggiungere Caprino con il battello e procedere a piedi lungo il sentiero che costeggia il Ceresio fino al Museo. Ho fatto spesso questo tragitto, è adatto a tutti e può essere compiuto in qualsiasi stagione ma se lo farete in una giornata di sole potrete godere dei fantastici giochi di luce sull’acqua.  Potete trovare qualche altro materiale sul sentiero qui.
La terza proposta prevede una visita al minuscolo Museo di Erbonne. Il Museo è stato denominato “Burlanda e Sfrusaduu” in omaggio alla Valle Intelvi, essendo così chiamati nel dialetto locale i finanzieri e i contrabbandieri.

contrabbando-erbonne museo Photo credit: Comocity

Erbonne è un piccolo e delizioso villaggio dove al momento vivono circa una decina di persone e c’è persino un’osteria!

contrabbando - osteria erbonne

Se vorrete raggiungerlo in auto dovrete salire dalla Valle d’Intelvi (quindi dall’Italia); a piedi invece potrete raggiungerlo passando dalla Valle di Muggio, lasciando l’auto a Scudellate. Il sentiero che vi consiglio di fare collega i due villaggi e le due nazioni, il confine lo passerete attraversando un ponte!

contrabbando erbonne - scudellate

Si tratta di una passeggiata semplice ma molto interessante di ca 40 minuti che vi permetterà di apprezzare appieno anche le due valli. Se doveste avere più tempo ed energie da spendere, ricordate che da qui potrete raggiungere anche la vetta del Monte Generoso!

contrabbando scudellate - erbonne osteria la manciana

Anche a Scudellate c’è un’osteria d’altri tempi, una delle mie preferite, dove entrerete come ospiti ed uscirete da amici!

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